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Cara MIGROS, ti scrivo… parte 2

LETTERA APERTA – Lugano 05.01.24

Cara Migros, ti meriti una nuova lettera aperta!
Sì, perché mi devi proprio spiegare come hai fatto a elargire il tuo Percento culturale ai “Porny Days” andati in scena qualche settimana fa allo Schauspielhaus di Zurigo, venduti come spettacolo culturale sotto la bandiera del sexpositivity, diversity e queer. C’entrano anche qui i tuoi obiettivi, che gentilmente mi spieghi in risposta alla mia lettera aperta sulla mostra itinerante Noi Gender?
Vuoi favorire il dialogo e la lotta ai pregiudizi e alle discriminazioni e sei dell’idea che anche il porno-spettacolo rappresenti una buona occasione per confrontarsi, scambiare e approfondire opinioni, dubbi e perplessità sulle tematiche del “gender” e della sessualità?
Ti avverto che siamo in molti fra i tuoi clienti a essere a dir poco sbalorditi.

Riguardo alla mostra Noi Gender mi scrivi che, come Percento culturale Migros continuerete a lavorare per rafforzare la coesione sociale, favorendo il confronto su temi emergenti della nostra società e rafforzando le dinamiche di inclusione e solidarietà promosse dalla società civile. Bene, ti faccio notare che l’esperienza di chi, come la sottoscritta, vorrebbe dialogare e cogliere l’occasione di confrontarsi non sperimenta affatto ciò che tu auspichi. Al contrario, constata un pressoché assoluto rifiuto di disponibilità al dialogo e al confronto da parte delle persone o dei gruppi LGBTQIA+.

Ogni tentativo di dibattito civile viene da essi percepito come una minaccia, un’aggressione da soffocare sul nascere tramite accuse e insulti che attingono al vocabolario appositamente inventato dal politicamente corretto per intimidire e zittire l’interlocutore. Si tratta di un triste e preoccupante fenomeno riscontrabile a livello globale. Ne sanno qualcosa molti medici, psicologi e psicoterapeuti, professori di biologia, ma anche docenti di ogni ordine e grado e non da ultimo tanti genitori, che non sono disposti a piegarsi ad accettare supinamente una visione di genere che insinua nei bambini una falsità tutt’altro che scientifica, che possono cioè scegliere cosa vorranno essere da grandi e che esistono bambine con il pene e bambini con la vagina! Cara Migros, guarda che tu stai promuovendo anche questo, fa parte del pacchetto gender!

Se davvero, come dici, la mia preoccupazione ti interpella e se davvero vuoi favorire il confronto su temi emergenti della nostra società, rafforzando le dinamiche di inclusione e solidarietà, voglio ricordarti che tali dinamiche devono fondarsi su criteri di oggettività. Non dare per scontato che i temi emergenti siano forzatamente quelli giusti! Viviamo immersi in un flusso impressionante di informazioni, teorie e pluralità di opinioni. È una bella cosa, anzi, un privilegio. Tuttavia, questo privilegio comporta una grossa responsabilità: occorre dare spazio al pensiero critico!

La società civile, per tutelarsi dalla trappola della propaganda di turno, ha bisogno del pensiero critico che alimenti il confronto. Se dunque vuoi davvero favorire ciò che sostieni, cara Migros, dimostra la tua buona volontà sostenendo col tuo Percento culturale anche quella crescente parte della società civile che offre uno sguardo critico e professionale sulle teorie di genere. In questo modo sì che darai il tuo valido contributo per una società più giusta e tollerante. Urge una cultura del dibattito vero: il tuo Percento culturale può fare la differenza!

Rina Ceppi-Bettosini

membro di HelvEthica Ticino

Cara Migros ti scrivo… (05.01.24) – pdf

ilMoesano (11.01.24) – Cara Migros ti scrivo… 2

laRegione (29.02.24) – Percento culturale Migros: così no! (Porny Days) – articolo pdf (700kb)

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