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Presa di posizione sui temi della votazione federale del 14 giugno 2026

Iniziativa “No a una Svizzera da 10 milioni (Iniziativa per la sostenibilità)”

L’iniziativa “No a una Svizzera da 10 milioni” ha il merito di porre un limite chiaro a una crescita demografica proveniente dall’estero che oggi appare sempre più difficile da gestire. In un Paese con un territorio limitato, continuare ad aumentare la popolazione senza una soglia rischia di compromettere in modo irreversibile il paesaggio, la qualità della vita e le risorse naturali. Già oggi si osservano segnali concreti di pressione: traffico congestionato, affitti elevati e infrastrutture sotto stress (ritardi e guasti anomali nei treni).

Stabilire un obiettivo quantitativo non significa chiudersi, ma pianificare in modo responsabile lo sviluppo del Paese. Inoltre, una crescita più contenuta può contribuire a proteggere i salari e a ridurre la concorrenza eccessiva sul mercato del lavoro, evitando tensioni sociali. L’iniziativa rafforza anche il principio di autodeterminazione, permettendo alla Svizzera di definire la propria politica migratoria in funzione delle reali capacità del territorio e della società, mantenendo la sua sovranità in particolare nei confronti dell’UE e preservandola da un’imprudente adesione. 

In definitiva, si tratta di scegliere un modello di sviluppo che privilegi la qualità rispetto alla quantità, pensando non solo al presente, ma anche alle condizioni in cui vivranno le generazioni future. 

Modifica del 26 settembre 2025 della legge federale sul servizio civile sostitutivo

La modifica della legge sul servizio civile sostitutivo rischia di indebolire un pilastro importante del sistema svizzero, rendendo l’accesso al servizio civile più difficile e meno attrattivo. Invece di valorizzare un contributo utile alla società, si introducono restrizioni che penalizzano chi sceglie un percorso alternativo al servizio militare per motivi etici o personali. Il servizio civile non è una scorciatoia, ma un impegno concreto in ambiti essenziali come sanità, sociale e ambiente.

Rendere questo percorso più oneroso significa ridurre risorse preziose per la collettività, proprio in settori già sotto pressione. Inoltre, la modifica rischia di limitare la libertà di coscienza, scoraggiando scelte legittime e riconosciute dal nostro ordinamento. Invece di rafforzare la coesione, si crea una contrapposizione inutile tra forme diverse di servizio al Paese. Votare No significa difendere un sistema equilibrato, rispettoso delle scelte individuali e utile alla società nel suo insieme.

Iniziativa “Per il rimborso delle cure dentarie” 

L’iniziativa per il rimborso delle cure dentarie, pur partendo da un’intenzione condivisibile, rischia di generare costi molto elevati per il Cantone senza garantire un controllo efficace della spesa. Le cure dentarie sono diffuse e frequenti, e il loro rimborso generalizzato comporterebbe un aumento significativo della spesa pubblica, che finirebbe inevitabilmente per tradursi in maggiori imposte o tagli ad altri servizi essenziali.

Inoltre, un sistema di rimborso esteso potrebbe incentivare un aumento della domanda e dei trattamenti, facendo crescere ulteriormente i costi senza un reale miglioramento proporzionale della salute pubblica. Esiste anche il rischio di finanziare prestazioni non strettamente necessarie, con un uso inefficiente delle risorse collettive. 

Piuttosto che introdurre un sistema costoso e generalizzato, sarebbe più efficace rafforzare gli aiuti mirati alle persone realmente in difficoltà. Votare No significa quindi scegliere una soluzione sostenibile, che mantenga l’equilibrio delle finanze pubbliche senza creare nuovi oneri per tutta la collettività.

Iniziativa popolare costituzionale elaborata “Sì alla neutralizzazione dei valori di stima”.

L’iniziativa sulla neutralizzazione dei valori di stima merita un sostegno perché introduce un principio di equità e trasparenza fiscale spesso trascurato. La revisione delle stime immobiliari è un’operazione tecnica necessaria, ma non dovrebbe tradursi automaticamente in un aumento della pressione fiscale per i cittadini. Senza questa neutralizzazione, molti proprietari — in particolare famiglie e pensionati — rischiano di pagare di più semplicemente perché il valore teorico del loro immobile è aumentato, senza che la loro situazione economica sia realmente cambiata.

Il Sì permette di evitare una “stangata silenziosa”, che colpisce anche chi non ha beneficiato concretamente di alcun incremento di reddito. Inoltre, protegge l’accesso ai sussidi, che potrebbero essere ridotti o persi a causa di un aumento puramente contabile del patrimonio. L’iniziativa ristabilisce una distinzione fondamentale: gli adeguamenti tecnici non devono sostituire decisioni politiche consapevoli. 

Se lo Stato vuole aumentare le entrate, lo deve fare apertamente, assumendosene la responsabilità. In questo senso, votare Sì significa difendere il ceto medio, garantire maggiore trasparenza e rafforzare il controllo democratico sulle scelte fiscali.

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